TROPICS CAMP 2017: DAY 9

“Trieste Tropics 2017”, day 9: niente è più comodo di una…manona

“Le manone aiutano sempre“. Ecco perché, nel nono giorno del “Trieste Tropics“, tutti coloro che hanno eventualmente buttato un occhio su quanto accade a Villa Ara, si saranno ritrovati davanti a set fotografici con protagonisti quei simpatici oggetti vestibili. Il giusto prezzo da pagare, perché niente è più comodo di una manona tropicale. Con questo caldo, poi…

Il mercoledì della seconda settimana di camp in via Monte Cengio non si è discostato grosso modo dal programma naturale (e di successo, è giusto sottolinearlo) delle giornate precedenti: a far compagnia ai “campers” grandi e piccini ci ha pensato capitan Andrea Coronica con il suo risveglio muscolare, dopo il quale è seguito una bella lezione sul palleggio con maestri del calibro di “Pec” e Dejan “Oba Oba” Faraglia, quest’ultimo coach di successo che aspetta prima o poi anche una chiamata da oltreoceano.

I gelati di Marco e i dolci di Eppinger non possono mai mancare al “Trieste Tropics” (e infatti, altro carico iper-glicemico per tutti!), così come una nuova presenza di Giovanni Tavaglione e del suo “viaggio” contro lo stress e i conseguenti metodi per affrontarlo. Non preoccupatevi se, sempre passando a curiosare, avete magari notato le manone tropicali trasformarsi in guantoni da boxe. Era praticamente tutto calcolato…

E c’è tempo, nel corso della giornata, di rivedere un piccolo “capolavoro”: quello “Space Jam” con Bugs Bunny e mister Michael Jordan tanto caro a molti di noi folli amanti del gioco più bello del mondo. Con un incipit tutto da rivedere. E da rileggere:

[Negli anni ’70, Michael, che ha dieci anni, sta giocando a pallacanestro sotto casa di notte] Padre: Michael, cosa fai ancora qui? È quasi mezzanotte. Michael: Non riesco a dormire, papà. Padre: Se è per questo neanche noi con tutto il rumore che fai. Andiamo, dai, vieni dentro. Michael: Faccio l’ultimo tiro. Padre: Va bene. Solo uno, eh. Michael: Certo. [Michael fa canestro] Padre: Niente male. Fanne un altro. [Michael fa canestro] Stai diventando un cecchino. Continua a tirare finché non sbagli. [Michael continua a fare canestro] Michael: Se diventerò abbastanza bravo potrò andare al college? Padre: Certo. Se diventi bravo potrai fare qualsiasi cosa vorrai, Michael. Michael: Voglio giocare per la North Carolina. Padre: Ecco, hai detto una cosa saggia. Quella è un’ottima università. Un’istruzione di alto livello. Michael: Voglio giocare per una squadra che vincerà il titolo. E poi voglio giocare per l’NBA. Padre: Se continui così ci arrivi. Adesso però frena, meglio dormirci sopra. Michael: E dopo aver fatto tutto questo voglio giocare a baseball come te, papà. Padre: A baseball? Ecco, quello sì che è uno sport. E dopo aver provato anche quello che cos’altro vuoi fare? Volare? [segue montaggio delle schiacciate di Michael Jordan durante la sua carriera da cestista…]

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