TROPICS CAMP 2016: Day 4, il ritorno del pretoriano tropicale, l’ “Hammer Coach” e le…tonnare da guinness

10 Jul 2016

Settanta piccoli “pesciolini” da intrappolare: ecco come la capitana azzurra Raffaella Masciadri ha trascorso una parte della sua seconda giornata consecutiva al “Tropics Camp”. E dopo aver vinto titoli nazionali a profusione ed essersi tolta soddisfazioni a non finire in ambito agonistico, per la prima volta nella sua vita “Mascia” ha sperimentato sulla propria pelle quanto sia “dura” la vita della pescatrice tropicale. Naturalmente in compagnia dei “kids” di Andrea Pecile, tutti pronti ad utilizzare le proprie turbo-eliche per evitare di cadere nella rete tesa dalla giocatrice di basket più rappresentativa d’Italia.

A passi lunghi e ben distesi, scorrono veloci le ore dalle parti di Villa Ara. E visto che qualche riga fa si è parlato di pesci, è altresì interessante sottolineare come una partita di calcio (disputata nel campo antistante a quello di pallacanestro) si sia trasformata in una vivace e colorata “tonnara”, terminata ai calci di rigore. Tutti insieme appassionatamente: maschi, femmine e “Minions” istruttori, con momenti gioiosi in cui si è rischiato di entrare nel guinness dei primati. Sì, per il più grande flipper umano della storia. Con il grande dubbio di non capire poi dove fosse realmente il pallone.

Altri splendidi ospiti hanno caratterizzato il “Day 4” in quel di Monte Cengio: tra conferme importanti – come Daniele Cavaliero, “pretoriano tropicale”  sempre al servizio della serenità – e sparring partners nuovi di zecca come Alberto Martelossi (nome in codice “Hammer Coach”), attuale allenatore degli Stings di Mantova. Il palleggio, uno dei fondamentali più importanti del gioco più bello del mondo, è diventato una sorta di lectio magistralis delle “guest-stars” di giornata nel giovedì del “Tropics Camp”. Ma non sono mancate allo stesso tempo le sfide giornaliere che continuano ad appassionare maschietti e femminucce: la staffetta con i vari cambi di mano e con i…cinesini sulla testa da solo è valso il prezzo del biglietto. La strategia vincente è stata immediatamente messa in atto da chi – come alcune scaltrissime piccole partecipanti – ha raccolto i propri capelli in una semplicissima coda per infilarci i cinesini stessi, sbaragliando di fatto il resto della concorrenza. E, rimanendo in fatto di acconciature, udite udite: “Air Dany” Mastrangelo ha tagliato le sue “folti” chiome, non raccogliendole più nel suo usuale cappellino che quindi potrà essere battuto all’interno di una prossima asta benefica. La leggenda narra che, dopo non essere stato inizialmente riconosciuto da buona parte dei presenti, un mix di “ooooh” e di “ah, però!” si sia alzato nel cielo di Villa Ara ad accompagnare la notizia, subito dopo rimbalzata in ambito planetario e battuta dalle principali testate di informazione mondiale.

Pasta al ragù, polpette e gelato al gusto di Kinder Cereali: si consuma tanto, in fatto di energie spese. Regola n.1 del Camp: lasciarsi accompagnare sempre dalle leccornie offerte da Chef Visciano e da Gelato Marco. Ma c’è un punto importante su cui, a conclusione di questo recap, vogliamo soffermarci: relativamente all’aiuto, alla gentilezza e alla cortesia di Padre Stefano Del Bove, gesuita che ha dato una mano tangibile alla già perfetta organizzazione del “Trieste Tropics”. Come dire: questo Camp riesce davvero a unire tutto. E tutti.

 

 

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