SUNSHINE AIRLINES

29 Apr 2015

Oggi parleremo delle frequenti insensatezze che potete riscontrare in qualsiasi aeroporto del mondo. Fino al punto che è possibile che in qualche occasione vi sembrerà di provare una strana sensazione di dejavù. Avvertenza ai lettori: quando questo succederà, smettete di leggere.

 

Gli aeroporti sono luoghi in cui accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita ti risponde. Lasciando perdere Baricco, succede davvero di tutto in questi posti insensati, e nonostante queste situazioni possano passare sotto al naso di molte persone, di certo non la fanno franca sotto al mio.

 

Non appena arrivati, si aprono le porte automatiche di un mondo parallelo; per poco non ti scontri contro un gruppo di cinesi che a tutta velocità insegue una bandierina azzurra come se fossero a una corsa di galli, poco distante ci sono tre cadaveri accampati con tanto di muraglia fatta da bagagli e filo spinato che sembrano aver occupato un territorio e averci instaurato una dittatura, il classico napoletano che tenta di rivendere i biglietti come ai concerti, una famiglia che a prima vista sembra normale ma che poi perde improvvisamente ogni logica quando comincia a plastificare una valigia, poi un'altra, poi il bagaglio a mano, il cane, i figli, la nonna... e tutto questo davanti agli occhi curiosi di una moltitudine di giapponesi hi-tech che con gli Iphone 10 scattano centinaia di foto come pazzi. CLICK.

 

 

Nel mezzo di quest'avventura, ti metti in fila per il check in, percependo quella fastidiosissima sensazione che le altre file accanto a te scorrano sempre più rapidamente della tua.

Per poco non inciampi tra i vestiti di una biondina che sta sclerando perché è convinta che il peso della sua valigia sia cambiato rispetto a quando l’ha pesata minimo una ventina di volte prima a casa, e ha tirato fuori ogni cosa, riversandola sul pavimento, cercando di risistemare il tutto in completa “ansia da peso”, visto che i controlli sono esasperati al grammo e che la sovrattassa da pagare per ogni chilo in più è comparabile al cambio in oro (ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti è puramente casuale).

 

 

Se scampi al giudizio della bilancia, alla fine del check in, saluti teneramente la tua valigia, mentre una lacrima ti scorre sul viso, e con commozione ti chiedi se mai la rivedrai un giorno, senza dover anche pagare un riscatto. (La valigia eh, non la biondina :P )

 

 

Prima di poter accedere al magico mondo dei passeggeri in transito, devi ancora superare una prova: oltrepassare la porta stellare, che permette il passaggio solo alle anime più pure e immacolate, che qui semplicemente chiameremo Metal Detector.

Prima di arrivarci però devi attraversare un cumulo di gente che freneticamente sta svuotando bottiglie di ogni tipo e grandezza. C'è chi si tracanna un litro di Coca Cola, chi di Tassoni, chi offre drinks a tutti, chi si spalma di crema protettiva, chi si mette la schiuma da barba, chi si riversa l'intero tubetto di gel in testa, o l'intero tubetto di dentifricio in bocca. Maledetti 100 ml.

Arriva una nuova coda. Ti guardi attorno, e nuovamente ti scorre nelle vene quella sensazione che avevi prima, in fila al check in.

 

Ti avvicini al metal detector, e ti accorgi che le guardie stanno spogliando ogni singola persona, facendo togliere cinture, scarpe, pantaloni, giacche, calzini...

Ovviamente alla miss di turno che sembra uscita direttamente dalla top 5 di youporn nessuno dice niente, passa bella spedita sotto il metal detector, che al massimo emette un fischio di ammirazione, con stivaloni, tre cinture, e il cappotto, ricoperta di gioielli. L'inserviente delle pulizie pulisce la bava delle guardie sul pavimento che vengono risvegliate di botto da un trillo fortissimo: non ti sei tolto l'orologio.

 

 

Poco importa, ce l'hai fatta: SEI DENTRO! E qui, nel meraviglioso mondo dei passeggeri in transito, puoi trovare una moltitudine di offerte impareggiabili: ogni prezzo è duplicato o triplicato a seconda dell'aeroporto, e tale prezzo solitamente tende ad essere inversamente proporzionale alla qualità del prodotto in vendita, specie nel campo gastronomico.

Eppure, il meglio deve ancora arrivare.

Se hai il colpo di fortuna che la tua porta di imbarco non sia cambiata dalla A 1 alla Z 27, che si trovano solitamente in due paesi distinti, puoi comodamente sederti ed attendere la chiamata per il tuo volo.

Se però osservi con attenzione, vedrai che c'è del movimento attorno al banco delle hostess di bordo. Chi si sbraccia, chi intimidisce, chi alza la voce, chi si spinge, finché una hostess appare come per magia. Pensateci bene, le avete mai visto arrivare a piedi? E' come se stessero nascoste sotto al banco, e che fosse loro vietato apparire prima dei canonici 10 minuti di ritardo dall'inizio dell'imbarco.

"Si informano i signori passeggeri del volo 385 20 1 14 21 1 4 1 che possono imbarcarsi dalla porta A 1."

E' in questo preciso istante che la popolazione insensata che frequenta gli aeroporti dà il meglio di sé.

 

 

C'è chi trama strategie militari per guadagnare posizioni in fila, formando una coda interminabile e lasciando inspiegabilmente liberi tutti i posti a sedere circostanti. Del resto tutti sanno che è molto più comodo attendere in piedi con il bagaglio a mano e le borse a tracolla.

Ma superi anche questa prova, per arrivare a trovare il tuo posto in una scatola di sardine travestita da autobus, piena zeppa da toglierti il fiato. E qui possono accadere due cose:

Opzione A: il tratto da percorrere per arrivare all'aereo è molto più lungo che non il volo in sé.

Opzione B: l'autobus dopo un giro turistico si ferma a 5 metri dal punto di partenza.

Sali sull'aereo e finalmente ti accomodi al tuo posto. 3 volte su 4 è stato precedentemente occupato da uno che ha confuso il tuo posto A10 con il suo 24F. Equivoco capibilissimo peraltro.

L'hostess tra le migliaia di indicazioni ti fa notare che il tuo sedile è inclinato di 0,10°, per continuare poi con il linguaggio dei segni e spiegarti come utilizzare il giubbotto di salvataggio durante un tragitto che non prevede il passaggio sopra a mari, fiumi, laghi, pozzanghere, piscine private e/o pubbliche.

C'è da dire che trovo tremendamente sexy che le hostess ti guardino il pacco per controllare che la cintura di sicurezza sia correttamente agganciata.

Una volta atterrati, dopo l'assurdo applauso da ultras (mi chiedo sempre se in caso non andasse tutto liscio si fischierebbe) ricominciano le strategie militari, gli spintoni e le lotte grecoromane per uscire dall'aereo, che rimane in condizioni di sporcizia paragonabili a quelle di uno spogliatoio dopo l'allenamento, con giornali, carte, bottiglie, sacchi della differenziata, e, in certi casi, bambini dimenticati.

Per tutti quelli che sono riusciti ad arrivare a leggere fino a questo punto il consiglio è di STARE SERENI ...SEMPRE...

 

PS: ti informiamo che la tua valigia non ce l'ha fatta...

 

 

 

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