Nicknames

"Un grande soprannome se te l'han dato bene è un patrimonio" Federico Buffa

Tanto per far chiarezza sulla questione "Nicknames" sulle maglie.

Ho letto diversi commenti sul mio post e sul mio twitt che mi hanno alquanto sorpreso, per cui mi sembra giusto chiarire la mia posizione.

Sono un collezionista di divise da gioco, ne ho moltissime e più sono rare, ricercate e "particolari" e ovviamente più mi piacciono.

Quella di Pete Maravich con la scritta "PISTOL" la tratto come una reliquia, quella di Chuck Person con la scritta "THE RIFLEMAN" pure, per cui non credo si stupisca nessuno se sono in attesa di un ordine, fatto diverse settimane fa, di una certa divisa cinese con scritto "THE PANDA'S FRIEND".

Detto questo, quando quest'estate ho firmato per Capo d'Orlando ho pensato di giocare con il mio soprannome sulla schiena, me l'avevano proposto diverse volte negli anni in Spagna, addirittura ho giocato una partita organizzata dalla FIBA ad Atene tra Grecia e All Star Europa con la scritta SUNSHINE sulle spalle, e così, per non creare problemi alla società, ho scritto in federazione per informarli di questa mia richiesta.

Ricordo benissimo che quando ero un ragazzino, Stefano Vidili, detto "BIP" per la sua velocità, aveva appunto scritto il suo soprannome sulla maglia, sia a Siena sia in Fortitudo, e mi ero detto: "Se mai avrò occasione un giorno mi piacerebbe giocare col mio soprannome stampato dietro".

Se non sbaglio l'ha fatto anche la Virtus Bologna recentemente coi soprannomi dei suoi giocatori.

La richiesta l'ho fatta unicamente per correttezza, certo che non ci sarebbero stati problemi, così come sono certo che se non avessi scritto niente in FIP nessuno se ne sarebbe neanche accorto.

La questione non è sul mio soprannome, se piace, se non piace, se gioco bene o male, tanto o poco, se ce l'ho con Cantù (a casa ho la maglia della Polti di Lupo Rossini e Pace Mannion per me era un mito) o con Metta World Peace (figuriamoci).

La questione è che mi hanno bruscamente risposto che "sono a confermare che non è consentito dai regolamenti federali apporre sul retro della maglia di gara alcun riferimento diverso dal cognome dell'atleta".

Per cui, senza nessuna polemica, mi sono tenuto il mio cognome. E grazie a Sandrone Nicevic mi sono beccato pure l' 11 invece del mio amato 10 (Sandro tvb lo stesso).

Sono un grandissimo fan di Metta World Peace, e non c'è bisogno di dirvi che comprerò volentierissimo la sua maglia di Cantù THE PANDA'S FRIEND (sperando che arrivi prima di quella cinese) e magari avrò anche la fortuna di giocare qualche minuto e di stargli vicino in un'azione della partita del 4/4 (faccio venire i miei genitori con due Reflex per non perdere neanche un istante e immortalarmici a fianco).

Ho sollevato la questione semplicemente perché sono convinto che lui avrà un peso molto più importante che non quello del sottoscritto per cambiare una regola che reputo una "cagata pazzesca", per dirla alla Fantozzi, e che riuscirà ad ottenere la libertà del giocatore di scrivere quello che vuole dietro alla maglia, senza offendere nessuno.

Oltretutto credo fermamente che i problemi del basket italiano siano ben altri.

State sereni ...sempre...

Andrea Sunshine Pecile

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