SERGIO TAVCAR IS BACK

29 Sep 2008

Sergio Tavcar the original - Live for Pechino 2008

 

Metti un pomeriggio estivo qualsiasi, mentre fuori piove a dirotto e non ci si può muovere? Che fare? Ovviamente ci si piazza davanti alla tivù, a seguire la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi di Pechino. Solo che invece che sintonizzarmi sulla Rai o su altri canali del mondo, ho deciso di fissarmi su Tele Koper - Capodistria. Perché? Ovvio… Sergio Tavcar dietro al microfono! Invece di addormentarmi come succede sempre in questi casi, sono rimasto vispo ed attento come mai di fronte a una cerimonia d’apertura.

Di seguito, ecco alcune pillole di genio dialettico del grande Sergio.

I tedeschi? 72 anni fa avrebbero avuto dei problemi, ma per fortuna sono passati 72 anni e adesso sono normali.

I portabandiera che giocano a basket? Ce ne sono cinque: Jasikevicius, Ginobili, Kirilenko, Nowitzki e Yao Ming. Date a noi un quintetto così e vinciamo il torneo.

Il Mali è una nazione sub-sahariana, anzi.. proprio sahariana del tutto e, come vedete, le donne si difendono decisamente molto bene in quanto a bellezza.

Ecco la grande ginnasta messicana. Avete presente l’alzatrice di pesi samoana di prima? Ecco, è tutto il contrario.

Quando gli australiani vincono una medaglia d’oro, chi vi parla è sempre molto, molto, molto contento, perché hanno cultura sportiva.

Attenzione, c’è un momento di buco perché entra la Cina. Ciuuùn wooooooooooo arriva la Cina!

Siamo italiani, ma questa qui proprio non ho capito chi sia.(era Manuela Di Centa, inquadrata dalle telecamere durante il passaggio della squadra azzurra, ndr)

Ma dove sono le mariachi mujer messicane? Non riusciamo mai a vederle…

Non si può neppure parlare di cento per cento, ma con mille figuranti è statisticamente impossibile che tutti facciano il movimento giusto e perfetto. Ma questi cinesi, si!

I cinesi? Sono la nazione nel mezzo tra il cielo e tutti gli altri nel mondo.

Gli australiani sono rimasti fregati dall’alfabeto cinese e sono entrati quasi per ultimi. Adesso capiscono cosa dovevano sopportare gli atleti della vecchia Yugoslavia, dopo i quali entravano quelli della vecchia Urss.

Uhm… la miss che porta il cartello China dovrebbe essere inquadrata più da vicino!

I Greci inventarono le Olimpiadi e avevano l’imbarazzo della scelta su cosa raccontare. Qui siamo in Cina, culla di cultura, dove hanno inventato di tutto, dalla polvere da sparo agli spaghetti, quindi anche loro ne hanno da raccontare.

Mi chiedo come si faccia a tenere una bambina appesa a quattro fili in mezzo allo stadio per tutta la cerimonia.

Per noi che siamo abituati a Mozart, le musiche pentatonali asiatiche sono una roba straziante.

Ehi? Che succede? Non funziona una telecamera ai precisissimi cinesi??  Incredibile! Inaudito! Beh, ma comunque contrariamente ai giapponesi che hanno tutta una serie di influenzamenti storici, i cinesi non hanno tendenze suicide se qualcosa non va e per questo sono destinati a comandare il mondo.

Ecco la delegazione giamaicana: i caraibi sono un posto dove uno che non corre i cento metri in 10 secondi netti è un povero sfigato.

Il portabandiera del Madagaskar è il grande pugile Soloniaina Razanadrakoto: uno che ha un nome corto per essere un malgascio.

Ecco gli atleti di San Marino. Certo, se uno non è delle nostre parti, fa fatica a capire dove sia San Marino, difatti i cinesi dentro lo stadio se lo stanno chiedendo. SànMalìnooooo….

Ed ecco, signore e signori, la delegazione di Nauru, un’isola subtropicale della Micronesia polinesiana di 20 chilometri quadrati. In pratica 4 chilometri per 5…

Beh, siamo riusciti a tradurre in contemporanea il discorso di Yu Chi, il sindaco di Pechino e presidente del comitato olimpico e terminando come loro.

Vediamo se riconosciamo qualcuno degli americani. Forse c’è qualche giocatore della Nba, ma onestamente non ne riconosciamo neppure uno perché la Nba non ci piace e non la seguiamo.

Quando si è alzato il globo high-tech e soprattutto high-risk considerando i ballerini che ci ballavano sopra, ha cantato anche un noto professore autore di sigle televisive di grandi programmi come la fiction “un cinese a New York” e una famosa soprano britannica Sarah Brightman, solo che evidentemente non è tanto famosa da essere conosciuta anche dal sottoscritto. Sarà forse quella che ha cantato con Bocelli davanti alla statua della Libertà?

Questi 40 bambini cinesi che cantano l’inno delle olimpiadi in greco ci hanno messo 40 giorni per imparare le parole…

Ecco il giuramento da atleta della rappresentante cinese: avrebbe potuto tranquillamente anche dire “ci doperèmo tutti come primati”, ma ci fidiamo che abbia detto le cose giuste.

Ecco la cerimonia del lancio dei piccioni, si, insomma, la liberazione delle colombe della pace. La prima volta che si fece fu ad Anversa nel ‘20. A Città del Messico, appena in volo, andarono a bruciarsi sui fili dell’alta tensione.

Questa è una famosissima takewondista cinese: bisognerebbe essere almeno in due per attaccarla di sorpresa, per non incorrere in brutte sorprese!

Li Ning vola, fa tutto il giro dello stadio sospeso alla sua imbragatura che speriamo sia molto, molto forte… Meraviglioso, inedito, mai visto ed inatteso.

Usare le tecnologie fini a se stesse come fanno gli americani lascia il tempo che trova…

Eh… in fatto di giochi di fuoco i cinesi bisogna lasciarli stare! Arde il tripode! Speriamo che i politici che mèstano nel torbido abbiano smesso di blaterare.

 

 

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