GIANCA MIGLIOLA DI NUOVO DAL PEC 02

2 Mar 2008

Alle 12.30, in contemporanea con quello bolognese, è andato in onda il derby Andaluso tra Malaga e Granada. Corriamo il rischio di essere ripetitivi e banali ma vogliamo ribadire un concetto: se la qualità di un evento offerto dal campionato italiano è 20 e quello di una partita NBA 100, l’ACB non è 50, è 80. Gli spettatori al palasport di Malaga erano più di 9.000, in un impianto che ne tiene 12.000 e che consente un’ottima visuale anche dall’ultimo gradino del terzo anello: i 500 tifosi granadini, colorati e rumorosi come non mai, hanno cantato tutto il tempo e sono usciti abbracciati con i colleghi di Malaga. Ci fosse stato un poliziotto, sarebbe morto di solitudine. O di noia: neanche un insulto tra le due tifoserie, neanche un “Chi non salta è di Granada”, un “Granadino pezzo di merda”, un “Granada Granada vaffa…”. Niente di tutto questo, qualche urlaccio contro gli arbitri (e ci mancherebbe altro…) e fine della brutalità, pure in una partita molto sentita dalle due parti. Alla fine, nel mini-derby italiano, si è imposto Sergio Scariolo ma il Pec è stato nettamente il migliore in campo nonostante giocasse debilitato dai postumi della febbre che in settimana gli ha impedito di allenarsi: Sunshine ha giocato quasi 38 minuti, chiuso con 17 punti e 9 rimbalzi, 24 di valutazione, ma la sua prova maiuscola non è servita per evitare la sconfitta perché ad esempio Edwards e Udrih hanno giocato per Malaga e non per Granada. Che è partita meglio (9-16) ma l’ha persa nel secondo quarto, quando ha segnato la miseria di 7 punti, 3 sull’ultimo possesso grazie a una tripla di Scepanovic assistito dal Pec. Se Andrea voleva farsi un po’ di pubblicità per convincere Malaga a dargli una possibilità, ha certamente completato la missione. Esaurite le interviste di rito e firmati un centinaio di autografi ai tifosi locali (!!!), l’allegra brigata in escursione da Granada (io, Pec, Ana, Gas, tutti al massimo bisillabici, insomma) si è diretta a Benalmadena, il delizioso sobborgo residenziale di Malaga che si affaccia sul mare, per un meritato pranzo a base di pesce. Sunshine ha smarrito la serenità solo quando la fetta di torta che aveva ordinato è finita per terra, ci siamo seduti a tavola alle quattro passate ma in Andalusia questa è la media e, ad esempio, prima delle 22.30 non si cena. Il baricentro della giornata è spostato tutto in avanti di almeno un paio d’ore, basta solo abituarsi, ma prima delle 3 di andare a dormire non se ne parla.

Il rientro a Granada, 140 chilometri di autostrada gratuita ma non impeccabile, è stato accompagnato dal sostenuto traffico di rientro dal mare (a Malaga erano 27 gradi oggi…), domani Pec non si allena e allora ne approfitteremo per una passeggiata romantica, mano nella mano, per il centro della città. Martedì io rientro in Italia, lui inizia la preparazione per la sfida a Gran Canaria, partita che domenica gli impedirà di rimanere a Granada per assistere all’esibizione di John McEnroe. Un altro che quando giocava stava sereno…Spesso…

Alla prossima


Giancarlo Migliola

 

 

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