GIANCARLO MIGLIOLA DAL PEC 03

Andrea Pecile abita in un appartamento a poche centinaia di metri dal Palazzo dello Sport di Granada. Una casa con due camere da letto, un soggiorno e una cucina, nulla di lussuoso ma tutto molto confortevole: il club, come consuetudine, fornisce le autovetture a tutti i giocatori che arrivano da fuori ma mentre gli altri si sono scelte macchine capienti e poco sgargianti, Pec si è fatto consegnare una Mini Cooper giallo ocra che poi ha pensato bene di riempire con adesivi SUNSHINE e STAI SERENO SEMPRE arancioni. Perché quando uno sposa il basso profilo, non è che poi rinnega tutto in un amen.Granada è una cittadina di 250.000 anime, da una parte a 30 chilometri ci sono i 3000 e passa metri della Sierra Nevada, dall’altra a tre ore di macchina lo Stretto di Gibilterra e l’Africa. Pec vive sereno a Granada, città che non offre nulla di tentacolare ma che ti fa sentire un calore discreto e diffuso. Si va a giocare a bowling? Il gestore riconosce Andrea e inizia a commentare la sconfitta con Barcellona (e poi confonde pure il mio amico Vittorio per il 2.11 Curtis Borchardt, ma questo è un altro discorso). Siamo in un bar a prendere un caffè? Arrivano due discrete donzelle (manco brutte ma io potevo pure essere Polifemo che non mi avrebbero notato) a chiedere foto e autografi. Città a misura d’uomo, insomma, che a me ricorda una nostra cittadina dell’Italia del sud.L’ultimo mio giorno a Granada è scorso fluido, tra le normali attività assolte da un giocatore professionista: sveglia alle 11.30, colazione con 13-14.000 calorie, un paio di assolo di chitarra con Guitar Hero per Playstation, il test di intelligenza quotidiano col Nintendo DS, un salto da Media World senza peraltro spendere, pranzo al volo e alle 15.30 un’ora di corso di targo argentino (ho ripreso tutto, ho le prove…), disciplina nella quale Pec va decisamente controcorrente. Nel senso che applica alla perfezione gli schemi (i passi) ma non ci mette anima e corazon, parole testuali del suo maestro Raul (che avreste dovuto vedere, io non ve lo posso descrivere) (Ci tengo a precisare che era solo un giorno di scarsa ispirazione hihihi... Sunshine).Personalmente, ho seguito con grande attenzione i primi 12 minuti del corso e poi ho accusato tre colpi di sonno memorabili, uno dei quali con la telecamera in mano. Finito il corso di tango, se Dio vuole, Pec è volato all’allenamento e io sono rientrato a casa a riflettere sugli innegabili vantaggi che comporta la vita di un giocatore professionista mediamente piacente come il Pec.Al ritorno dal Palazzetto, quando i danni sembravano limitati, il colpo basso: il Nostro aveva acquistato NBA LIVE, che per mio personale culo riporta nell’edizione di quest’anno la Nazionale italiana che ha giocato ai Mondiali 2006 e quindi anche Sunshine in carne ed ossa. Inutile aggiungere che sono stato fino alle 2.28 a vederlo giocare contro i Cleveland Cavaliers: lui sempre in quintetto, ovviamente, anche con 4 falli e l’energia a 0 e in pratica prendendosi tutti i tiri possibili. Pec si è particolarmente compiaciuto del fatto che pur avendo giocato in tutto 29 secondi ai Mondiali giapponesi, nel gioco risulta essere fortissimo, adirittura il migliore dopo Soragna. L’unica lamentela riguardo all’elevazione, talmente poco pronunciata da impedirgli di schiacciare. “Ci sarà un motivo, Pec” ho provato a spiegargli ma niente, era ormai un fiume in piena e poi si è passati a correggere zigomi, capelli e accessori vari perché il look non corrispondeva (e secondo me neanche le caratteristiche, l’hanno fatto mejo di Steve Nash). Guadagnato il letto alle 2.35, stamattina alle 6.15 Sunshine mi ha gentilmente riaccompagnato in aeroporto.Già mi manca, l’immenso Pec.Sto sereno, comunque, ora e sempre che sono tornato a Roma.Ma tornerò, Pec, per vederti giocare i playoff e per il saggio di tango.

Giancarlo Migliola

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