MAX PAYNE

Ragazzi io ho una voglia pazzesca di vedere un grande attore come Bruce Willis (DIE HARD, L'ULTIMO DEI BOYSCOUT ecc...) o il mitico Kurt Russell (GROSSO GUAIO A CHINATOWN, FUGA DA NEW YORK, FUGA DA LOS ANGELES ECC...) recitare queste frasi tratte dal videogioco per PS2 Max Payne...

Leggere per credere...

NEW YORK. OGGI. UN’ORA FA.Erano tutti morti. L’ultimo colpo fu come il punto esclamativo a conclusione di tutto quello che era successo. Allentai la presa sul grilletto. Era tutto finito.

-“Giochi sempre a poker il giovedì sera, vero?”-

-“Mi piace rubare le caramelle ai bambini.”

- La vita mi sorrideva. Il sole al tramonto di una sera d’estate,l’odore dell’erba appena tagliata, le risate dei bambini che giocano.Una casettina nel New Jersey, al di là del fiume.

Una bella moglie e una bimba incantevole.

Il sogno americano divenuto realtà.I sogni però possono trasformarsi in incubo senza il minimo preavviso. Lo spettacolo non mi piacque fin dall’inizio, anche se mi avevano dato un posto in prima fila.

Piovevano proiettili di ghiaccio come se il cielo volesse vendicarsi della terra.

(Durante una rapina in banca squilla il telefono)Max:-“Dal vivo direttamente dalla scena del crimine…”-“Chi parla?”--“Posso saperlo anch’io?”--“Viceprocuratore Jim Bravura della polizia di New York. Dovete interrompere ogni attività criminale e arrendervi immediatamente.”-

-“Certamente Jim, ne ho parlato ai ragazzi e siamo tutti molto dispiaciuti. Non lo rifaremo più.”-

-“Chi diavolo sei?”-Trovarsi invischiato in una rapina in banca non avrebbe certo giovato alla mia reputazione.

Lupino pensava di avermi in pugno eliminando Alex e facendo credere a tutti che fossi stato io. Di sicuro aveva tutta la mia attenzione.

(Radio)-Il killer è stato identificato come Max Payne. Il cappio si sta stringendo attorno a questo pericoloso criminale in fuga, ormai braccato da mezza polizia di New York.-Avevo appena avuto il mio quarto d’ora di notorietà.

Un virus letale era stato rilasciato nel corrotto sistema circolatorio della città. Qualcosa che non avrebbero dimenticato. Si chiamava Max Payne.

Sapevano che sarei arrivato e non vedevano l’ ora di ricoprirmi di piombo.

Una cosa era sicura: a forza di tirarla, prima o poi una corda si spezza.

Gli concessi la libertà provvisoria, ma non se la sarebbe goduta a lungo.

Non so per gli angeli, ma per gli uomini è la paura che mette la ali.

Restavamo io, una pistola e un piccolo truffatore tremolante. Le mie opzioni non erano moltissime.

Questi giorni non sono sicuro di niente e, nel dubbio, sparo.

C’erano corpi a sufficienza da far arrossire Jack Lo Squartatore.

Avrei anche riso, se fossi riuscito a ricordarmi come si faceva.

Il segreto in queste situazioni è non avere assi nella manica, contrariamente a quanto si dice nei film. Nessuna regola, nessun mantra segreto, nessun piano.Non importava quanto fossi intelligente o bravo.Era solo questione di fortuna, e chiunque la pensi diversamente è un illuso.L’unica cosa che si può fare è colpire ciecamente, il più a lungo e il più forte possibile.

Pulcinello era un debole. Nel momento in cui entrai, si accasciò come una coppia contro una scala reale.

Stava cercando di comprare altra sabbia per la sua clessidra. Ma io non ne avevo da vendere.

Il brutto trip mi aveva messo di pessimo umore,l’adrenalina mi pompava dolorosamente nelle vene. Barcollando sul tetto in laminato coperto di ghiaccio, ero come un ninja, la forza scorreva in me.Non prendevo in giro nessuno.Alla meglio potevo essere Superman imbottito di kriptonite pronto a volare giù dal lucernaio.

Fuori, nella notte, la neve scendeva come il riso al matrimonio del diavolo.

Ero in condizioni di lutto perpetuo.

Max non puoi vincere questa volta.Forse no, ma ti assicuro che non sarò l’unico a perdere.

Nella terra dei ciechi l’uomo con un occhio solo è colui che governa. Avevo un proiettile con il nome di Nicole Horne scritto sopra.

Per la verità ne avevo migliaia di proiettili con il nome della strega.

Erano tutti morti. L’ultimo colpo fu come il punto esclamativo a conclusione di tutto quello che era successo. Allentai la presa sul grilletto. Era tutto finito.

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