DANIEL PENNAC E LA FATA CARABINA

11 Dec 2006

- "Una barzelletta, piccolo?"

L'ispettore VanThian conosceva bene quello stato d'animo, nel giovane collega Pastor.

Gli interrogatori avevano su di lui sempre lo stesso effetto.

Pastor otteneva la confessione, sempre.

Ma dopo ogni interrogatorio, VanThian recuperava il piccolo più morto che vivo.

Trent'anni di più su quel viso da bambino.

L'ombra agonizzante di se stesso.

Bisognava resuscitarlo e VanThian imponeva la sua barzellatta.

"Ti dirò un proverbio taoista, piccolo, ottimo per la tua modestia dopo il gran successo che hai avuto."

Thian faceva sedere Pastor su uno sgabello, si accovacciava davanti a lui e cercava gli occhi del giovane sbirro scomparsi infondo alle orbite.

Alla fine riusciva a captare il suo sguardo.

E raccontava. Non stava lì a fare tante frasi. Andava giù bello diretto.

"Proverbio taoista, piccolo: 'Se domani, dopo la vittoria di stanotte, contemplandoti nudo allo specchio scoprirai un secondo paio di testicoli, che il tuo cuore non si gonfi di orgoglio, figlio mio, vuol semplicemente dire che ti stanno inculando'.

"Dopo ogni storiella il viso di Pastor era percorso da una scarica, che Thian interpretava con una breve risata.

Poi pian piano i tratti del giovane ispettore si ricomponevano.

Lui si rilassava,  e riprendeva fattezze umane.

-

La fata carabina - Daniel Pennac

 

 

 

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